Eventidante a verona

Da quando giunse a Verona la prima volta, nel 1303, l’aura del Sommo Poeta Dante Alighieri non ha mai abbandonato le mura della città scaligera e infatti, nei loro dintorni, le ricorrenze per celebrare la sua maestosa opera letteraria non mancano mai.

La prossima, in ordine cronologico, è la mostra multimediale “Dante profeta di speranza“, che, nell’esclusiva cornice di Castel San Pietro, ricostruirà il Paradiso dantesco dal 19 aprile al al 16 giugno: Villa Nichesola, nel suo angolo di paradiso a pochi chilometri dal centro storico di Verona, non vede l’ora di accoglierti anche in queste giornate dedicate al Sommo Poeta.

Il progetto “Profeta di speranza”

Dante profeta di speranza” non è una semplice mostra in cui si passeggia tra opere e cimeli specifici dell’autore, ma rappresenta la vera e propria reincarnazione del Paradiso dantesco a Verona, su colle San Pietro. Gli organizzatori dell’evento, che già nel 2023 avevano fatto rivivere l’Inferno nella stessa location, si sono gettati in questo progetto con uno scopo chiaro e preciso: evocare nei giovani la passione per la Divina Commedia, in modo che possano trovare in Dante un contributo fondamentale per la propria crescita umana e spirituale.

A questo fine non poteva bastare l’ennesima mostra dotta e divulgativa sul Sommo Poeta, ma serviva qualcosa di più incisivo, avvolgente, intimo: ecco perché, dal 19 aprile, grazie ai testi curati da Franco Nembrini e alle illustrazioni di Gabriele Dell’Otto, Castel San Pietro si travestirà da Paradiso dantesco, e camminando al suo interno, attraverso la mostra multimediale, ci si ritroverà catapultati nella stessa dimensione eterea a cui era riuscito ad elevarsi Dante, proprio negli anni del suo esilio a Verona.

A rendere l’esperienza ancora più genuina, le speciali guide che vi accompagneranno attraverso il Paradiso: i ragazzi del Triennio delle scuole Secondarie di secondo grado veronesi, che si sono preparati a quest’evento tramite un dialogo intimo e personale con Dante, per offrire spunti alternativi e originali, distanti dalla pomposità accademica, a chi deciderà di prenotare la propria visita gratuita alla mostra (dal lunedì alla domenica, 8.30-12.00 e 14.30-19.00).

La Verona di Dante, il legame con la città scaligera

Come si diceva all’inizio, Verona è uno dei luoghi che Dante ha interiorizzato di più, stabilendo con lei un legame unico. Una sorta di amore reciproco quello tra il Sommo Poeta e la città scaligera, nella quale compaiono ancora oggi prove tangibili del rapporto affettuoso che li legava. In particolare sono due i monumenti che lo testimoniano: la statua che raffigura Dante nel bel mezzo di Piazza dei Signori (che, per questo motivo, viene spesso chiamata Piazza Dante) e la targa a lui dedicata davanti alla Chiesa di Sant’Elena.

Ma perché il destino del Sommo Poeta ha incrociato proprio le strade di Verona? La città, a cavallo tra Duecento e Trecento, era un polo culturale tra i più importanti in Italia e rappresentava un rifugio sicuro per gli esuli coinvolti nelle lotte di fazione dell’epoca: infatti, sotto la signoria dei Della Scala, era divenuta uno dei centri ghibellini di riferimento nella penisola. Nel 1302 Dante era stato esiliato dalla guelfa Firenze e trovò accoglienza, per un anno, proprio a Verona. In questo periodo costruì un rapporto di fiducia con la casata Della Scala, in particolare con Bartolomeo, tant’è che dal 1312 al 1318, venne di nuovo ospitato in città dal fratello Cangrande: furono gli anni in cui il Sommo Poeta scrisse gran parte del Paradiso, dedicandolo proprio a Cangrande Della Scala, che compare nella Divina Commedia come personaggio (nel XVII canto del Paradiso).

La cornice di Castel San Pietro a Verona

La mostra al via il 19 aprile non è solo Dante, perché racchiude in sé un altro motivo d’interesse legato alla location, Castel San Pietro. Questo edificio militare, costruito tra il 1852 e il 1858 dagli austriaci per disporre di un punto strategico sopra l’Adige, domina il paesaggio veronese e tutti lo conoscono per il piazzale che lo circonda, nonché per il meraviglioso paesaggio visibile dal colle su cui è stato edificato.

Quasi nessuno però conosce le sue fattezze interne: infatti, di solito, questo forte realizzato in stile neoromanico, che da fuori è ben impresso nelle memorie di veronesi e turisti, è chiuso al pubblico. Con “Dante profeta di speranza” invece Castel San Pietro spalancherà le sue porte: quale occasione migliore per visitarne gli interni sconosciuti, tra l’altro corredati dai tratti paradisiaci che Dante ha magistralmente descritto nella sua Divina Commedia?