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L’Arena di Verona e l’Opera vivono un intenso e proficuo rapporto da ormai più di un secolo. Il primo Verona Opera Festival è andato in scena infatti ormai più di cento anni fa e, se si esclude il periodo di pausa dovuto alla guerra, non si è mai fermato.

Ovviamente anche nel 2024 questo filo diretto tra lirica e anfiteatro all’aperto più grande del mondo, che ha fatto la fortuna della città scaligera donandole fama globale, prosegue: dal 7 giugno prenderà via la 101° edizione della stagione lirica, con il consueto programma ricco di pathos e poesia. Se sei di passaggio a Verona non puoi assolutamente perdertelo: Villa Nichesola è pronta ad accoglierti mentre le arie più struggenti della scena operistica stanno ancora facendo palpitare il tuo cuore.

Quale opera vedere a Verona

La serata d’esordio del Festival areniano, quella del 7 giugno, prevede un appuntamento maestoso e irripetibile: lo spettacolo “La Grande Opera Italiana Patrimonio dell’Umanità“, concepito dal Ministero della Cultura per celebrare la lirica italiana in ogni sua sfaccettatura e a cui parteciperanno 160 professori d’Orchestra, 300 artisti del Coro dalle Fondazioni lirico sinfoniche italiane e i solisti più rinomati del mondo (da Anna Netrebko a Jonas Kaufmann).

Dopodiché la stagione procederà con un programma più classico di opere, ma non per questo privo di emozioni. Tutti i più grandi titoli operistici verranno inscenati dalla Fondazione Arena e dunque potrai vivere le trame e gli intrecci emotivi che hanno fatto la storia dell’Opera: dagli enigmi che Calaf deve risolvere per ottenere la mano della principessa Turandot fino al matrimonio, reso possibile dagli stratagemmi di Figaro, tra Rosina e il Conte d’Almaviva ne Il Barbiere di Siviglia, passando per le tetre atmosfere della Tosca, la vivacità della Carmen e l’esotica solennità dell’Aida (in due versioni: quella avanguardistica del 2023 di Stefano Poda e quella tradizionale del 1913 di Gianfranco De Bosio). A queste si aggiungono diversi eventi speciali, tra cui Roberto Bolle and Friends, la Noche Espanola di Placido Domingo e i Carmina Burana. Il programma completo è consultabile a questo link.

Cenni storici sull’opera veronese

L’Arena di Verona opera attivamente nell’affascinante mondo della lirica dal 1913, anno del primo Festival areniano. L’inaugurazione risale precisamente al 10 agosto, quando venne inscenata l’Aida di Gianfranco De Bosio diretta da Tullio Serafin (attualmente lo spettacolo lirico che vanta più rappresentazioni sul palcoscenico dell’Arena) e raccolse un successo inaspettato: all’interno dell’anfiteatro non si contava nessun posto libero e la gente era venuta addirittura alle mani per conquistarsi una seduta.

Da quel momento la rassegna operistica è diventata un’istituzione nella città di Verona, imponendosi come manifestazione irrinunciabile: è saltata solo nel corso delle due guerre mondiali (per un totale di circa 10 anni) e progressivamente ha acquisito fama internazionale, fino a diventare l’Arena di Verona Opera Festival che conosciamo tuttora.

A conferma di questo, il fatto che tutti i più grandi interpreti della lirica mondiale della storia si siano esibiti sotto l’iconica ala dell’Arena, stabilendo con l’anfiteatro un legame speciale: da Maria Callas a Placido Domingo, senza dimenticare il nostro Luciano Pavarotti.

Posti e consigli per godersi al meglio lo spettacolo

Nell’Arena di Verona è possibile assistere agli spettacoli operistici da diversi settori. La platea centrale è quella con le poltrone più rinomate, che sono però anche le più costose e pretenziose: se acquistate un biglietto in queste sedute privilegiate ricordate di indossare vestiti eleganti, perché è una condizione necessaria per potersi godere lo spettacolo dalle prime file.

Dopodiché ci sono le opzioni intermedie, ovvero i settori Verdi, Puccini e Rossini, che sono un po’ più distanti dal palcoscenico rispetto ai posti della platea, ma rappresentano un buon compromesso tra comfort, visibilità e prezzo, e le gradinate.

Queste ultime sono sicuramente le soluzioni più accessibili dal punto di vista economico e, nonostante la distanza, consentono di vedere bene l’evolversi della scena sul palco, tuttavia non spiccano per comodità. Portarsi un cuscino (o acquistarlo direttamente all’ingresso dell’anfiteatro) può essere salvifico visto la durata delle varie Opere!