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A nord della provincia di Verona si stende il Parco Naturale Regionale dei Monti Lessini: l’area naturale prende il nome da quei monti delle Prealpi venete che, prima di essere in parte disboscate per destinare terreni all’agricoltura e al pascolo, erano ricoperte di fitti boschi di abeti rossi, carpini neri e faggi. Oggi queste foreste sopravvivono nelle profonde valli della zona chiamate Vaj e tra queste vi sono la Foresta dei Folignani e la Foresta di Giazza.

La Foresta di Giazza è nata dalla riforestazione avviata nell’agosto del 1911 e si estende per 1904 ettari: oggi questa splendida area boschiva è habitat di scoiattoli, cervi, marmotte e caprioli, ma anche di uccelli come la nocciolaia, lo sparviere, il pianelle della Madonna, martorane, poiane e ciuffolotti.

Alla scoperta della Foresta di Giazza: si parte dal borgo di Giazza

Sono molti i sentieri escursionistici che si addentrano nella Foresta di Giazza e quello che parte dall’omonimo borgo è certamente il più battuto e apprezzato: oltre al bosco, permette agli escursionisti di conoscere anche la storia di questa zona, tra borghi abbandonati e tradizioni perpetrate nei secoli.
Il punto di partenza è la piazza di Giazza, graziosa cittadina sita nel cuore dell’Alta Val d’Illasi ad appena 30km da Verona: il paese è delimitato da un bosco che si estende all’ombra del gruppo montuoso delle Tre Croci e della vetta Carega. A Giazza si parla ancora l’antico idioma cimbro, importato insieme a usi e costumi da una popolazione che nel XIII secolo giunse qui da Tirolo e Baviera. Il Museo Cimbro racconta bene la storia di questi antichi abitanti e raggiungendo il borgo il 23 giugno si può anche assistere alla folcloristica festa Waur Ljetzan.

Da Giazza ci comincia a percorrere il sentiero costeggiando il gorgogliante torrente Fraselle fino a raggiungere la sorgente Locke: qui è possibile scorgere una targhetta scritta in cimbro che da il benvenuto agli escursionisti e a tutti gli amanti della montagna. Dopo un tratto sterrato, che sfiora alcune contrade dai nomi vagamente germanici come Gisoul e Feceraute, si raggiunge il cuore della Foresta di Giazza: qui il percorso si traduce in un serpeggiare tra alti abeti bianchi e faggi, con il rumore delle acque ad interrompere il silenzio della foresta.

Dopo aver incontrato una calcara, ovvero un antico forno peraltro ben segnalato, si guada un torrente per poi proseguire verso Casa Vaizelù, tipico caseggiato di montagna con tanto di sorgente nei pressi.
Il percorso escursionistico prosegue lungo il sentiero Cai numero 284 che, attraversando la Val Fraselle raggiunge Prusti di Sopra: è di fatto un borgo fantasma con qualche rudere un pò sinistro al quale fa da contraltare la presenza di tigli spettacolari talmente monumentali da fungere in passato come stalle all’aperto. Superando Prusti di Sotto, i verdi pascoli delle Selle e l’omonima contrada anch’essa abbandonata, si torna a Giazza dove è consigliata una sosta all’Osteria Ljetzan nel cui piazzale, ogni anno a maggio, si svolge il rito del “far carbon“, ovvero si produce quella carbonella che verrà utilizzata per cuocere cibi gustosi all’interno dell’osteria.

Un percorso alla portata di tutti

Questo percorso parte da Giazza, pittoresca frazione di Selva di Progno, è lungo appena 5,5km e per percorrerlo sono sufficienti poco più di 2 ore.
A meno che non si necessiti di portare con se un passeggino, il sentiero può essere percorso da tutta la famiglia: il dislivello è pressoché minimo e le strade non sono accidentate ma per lo più tratti sterrati peraltro ottimamente segnalati.

Le attrattive sono molteplici e soddisfano tutti, dagli appassionati di birdwatching ai semplici amanti della natura e della storia: dalla sinistra Prusti di Sopra al borgo di Giazza che, con il suo passato teutonico e le sue tradizioni legati ai cimbri, allieterà anche i bambini, proprio come il rituale del “far carbon” che rappresenta un piacevole momento di convivialità. Per raggiungere la Foresta di Giazza basta percorrere la SS11 fino a Caldiero; da qui si prosegue lungo la strada provinciale della Val d’Illasi in direzione Giazza.